La Disciplina

Le Confraternite dei Disciplini

    
 

 

L’origine delle Confraternite dei Disciplini risale molto probabilmente al secolo XIII°, nel quale la storia registra quello strano movimento, permeato di misticismo un po’ esagerato, che invase gran parte delle popolazioni agricole ed artigiane di quegli anni.

 

I Disciplini presero il nome da uno speciale arnese di penitenza comunissimo nel Medioevo, chiamato "disciplina", composto da un mazzo di funicelle di varia lunghezza riunite attorno ad un manico che serviva da impugnatura, aventi alle estremità nodi o palline di legno, che si usava per castigare la carne con la flagellazione, in memoria delle battute sofferte da Gesù Cristo per l’espiazione e la redenzione dei peccati dell’umanità.

Le Confraternite costituirono una delle più importanti funzioni caritative e sociali dell’antica organizzazione parrocchiale. Accanto alla chiesa, esisteva un’altra chiesa più piccola, denominata appunto Disciplina, dove convenivano gli iscritti (uomini e donne) a compiere ogni domenica e nelle feste di precetto, le loro speciali devozioni. L’adunanza si chiudeva con la raccolta di elemosine destinate al culto, al suffragio dei morti, a beneficio dei poveri e all’assistenza degli infermi.

Da un censimento ancora in via di completamento, risulta che le confraternite della Disciplina in Italia furono più di 1600 e che le regioni con la maggior diffusione furono: Piemonte, Lombardia, Veneto e Umbria. Dopo quasi due secoli le Discipline decaddero, ma non si estinsero: nel XV° secolo ebbero un forte impulso di rinnovamento soprattutto ad opera di S. Bernardino da Siena, che si può giustamente definire il loro riformatore; questo santo fu in Brescia a predicare nel 1422 e non è da escludersi che anche molte congregazioni bresciane siano state fondate in quegli anni.

 

La Disciplina di Orzivecchi: note storico – artistiche

 

Sulla Confraternita della Disciplina di Orzivecchi purtroppo non abbiamo nessun documento che possa stabilire con certezza la sua nascita, ma dell’esistenza di una confraternita di uomini e donne, chiamata la Disciplina della Beata Vergine, si ha memoria sin dal XV° secolo, che è l’epoca classica delle scuole o Discipline popolari.

 

La Disciplina di Orzivecchi era in origine dedicata alla Beata Vergine e i frati che vi officiavano erano probabilmente francescani, come ci testimonia l’affresco della parete nord che rappresenta alcuni martiri vestiti con l’abito di S. Francesco, ma con la nascita della confraternita della SS. Trinità la chiesa passò ai domenicani che la dedicarono anche a S. Pietro Martire (un santo della loro congregazione). Ce ne da conferma la tela del Cossali che raffigura la Trinità che incorona la Vergine ed i Santi Pietro Martire e Caterina da Siena.

La Disciplina, oltre alla officiatura domenicale dei confratelli, aveva proprie funzioni e legati per le messe, come ne attestano gli arredi e i parametri sacri, e un’epigrafe murata sulla parete del presbiterio. Con la scomparsa delle confraternite la chiesa venne utilizzata dalla parrocchia come chiesa sussidiaria per gli oratori, vi venne costruita una grotta della Madonna di Lourdes e fino agli anni ’70, venne utilizzata per la benedizione delle palme.

Nel secolo XVI° la Disciplina decadde completamente, in modo che fu necessario ricostruirla; ma nel corso dei secoli aveva già subito alcune trasformazioni: la prima risale alla metà del Quattrocento, all’epoca la chiesa doveva essere costituita da un portichetto e da sue campate con capriate a vista. Già però intorno al 1490 la struttura subì una prima modifica e sopra il portico si ricavò la tribuna da dove i Disciplini seguivano la funzione e nel quale si riuniva il Consiglio della Scuola. Risalgono a questa prima ristrutturazione gli affreschi del loggiato sopra l’ingresso raffiguranti scene della Passione e quelli della parete settentrionale della chiesa raffiguranti i "Martiri francescani" e la "Crocifissione".

Il piccolo affresco sulla parete dell’altare laterale con le immagini della "Madonna con il Bambino" doveva costituire la pala del presbiterio della chiesa quattrocentesca; sulla fine del Cinquecento, quando alla Disciplina subentrò la Confraternita della Trinità, la chiesa venne ridotta nelle dimensioni attuali e dalla demolita abside si salvò il frammento di muro con l’affresco che venne ricollocato nel nuovo altare laterale e circondato da una tela – ora purtroppo perduta – eseguita dal Cossali e raffigurante Dio Padre ed i Santi Francesco e Carlo Borromeo.

L’apertura di alcune finestre, forse ancora nel Seicento, nel locale della cantoria ha provocato la perdita irreparabile di alcune scene del ciclo della Passione.

Tutta la chiesa, gli affreschi ed il soffitto hanno subito un'importante opera di restauro portanto alla luce la loro originale bellezza.

Ultima modifica: Ven, 16/10/2015 - 11:16