Storia - Capitolo 2

In relazione alla storia di Orzivecchi, occorre precisare che la pieve di Bigolio (in origine Parrocchia di Orzivecchi), era una delle più antiche ed estese parrocchie della pianura bresciana; comprendeva come filiali, le chiese o cappelle di Ludriano, Roccafranca, Pompiano, Gerola, Coniolo, Pudiano e tutto il territorio attuale della parrocchia di Orzinuovi.

La pieve ere governata da un Arciprete e da un collegio di sacerdoti e chierici detti canonici. Verso la fine del XIV secolo, poiché le guerre e le carestie diminuirono sensibilmente la popolazione delle nostre campagne e resero poco sicuro abitare presso una chiesa relativamente isolata e lontana dai vari castelli circostanti, la pieve di Bigolio venne abbandonata e l'intera comunità dei canonici ottenne la residenza nella fortezza di S. Giorgio (Orzinuovi), dove essi costruirono la nuova chiesa, avente gli stessi "diritti e privilegi" di quella abbandonata.

Le pievi avevano nel medioevo la protezione di una famiglia o di un signore potente al quale veniva affidata dall'autorità religiosa, la difesa dei beni e delle persone ad essa appartenenti. Tale diritto di "decima e avvocazia" per quanto riguarda il pievato di Bigolio, Oriano e Quinzano, venne affidato con diploma del 2 gennaio 1158 dal Vescovo di Brescia Raimondo ai due fratelli Pietro e Lanfranco Martinengo, oriundi dal bergamasco, ma di stirpe franca.

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Ultima modifica: Ven, 16/10/2015 - 10:47