Storia - Capitolo 4

Fino al XIV secolo la chiesa di Orzivecchi era stata la pieve di Bigolio (attuale pieve), in seguito alla decadenza di questa e al passaggio del suo capitolo alla chiesa di Orzinuovi, Orzivecchi si costituisce in parrocchia autonoma.
Il primo documento che parla della chiesa di S. Pietro è del 1374. La parrocchia si costituisce nel corso del XV secolo con proprio battistero e proprie rendite.
Il primo parroco di cui si ha notizia è Antonio Pagani che rinuncia al beneficio parrocchiale nel 1374, a lui seguono vari altri di cui ci resta solo il nome, mentre nel corso del 1400 la parrocchia si consolida e riesce a formare un suo patrimonio.

All'inizio del XVI secolo i Martinengo ottengono da Giulio II il diritto di patronato sulla parrocchia (diritto di eleggere il parroco), in cambio di concessioni in beni e in denaro alla parrocchia stessa. Non ci rimangono altre notizie sulla chiesa parrocchiale (salvo il nome dei parroci correlati da poche notizie), fino all'inizio del 1700 periodo in cui cominciano i lavori per la costruzione dell'attuale chiesa parrocchiale.

All'inizio del XVIII secolo (1700) la chiesa esistente a Orzivecchi era inadeguata per grandezza e stile. Il 26/12/1738 si dava notizia dell'iniziativa di costruzione della nuova chiesa e si iniziava a raccogliere le offerte tra i fedeli per mezzo del lavoro gratuito con la filatura del lino.
La vecchia chiesa aveva la facciata rivolta ad ovest, attorno vi era il cimitero, mentre la casa canonica era dove c'è l'attuale coro.
>Il 21/8/1740 avvenne la posa della prima pietra e la costruzione fu iniziata dal coro su disegno dell'architetto Antonio Corbellini (non registrato sul dizionario degli artisti bresciani).
Il coro fu terminato verso la fine del 1749, quasi contemporaneamente si demolì la vecchia chiesa per ricostruire la navata; per gli usi liturgici venne usata la Disciplina. Due anni dopo la costruzione muraria era conclusa. Nel 1753 il Tagliapietra Scalvi Cristoforo eseguiva la decorazione della facciata e l'anno seguente Giovanni Maria Aliprandi eseguiva gli stucchi e le decorazioni interne con una spesa di circa 200 zecchini. Nel 1754 vi fu l'insediamento della commissione per le decorazioni composta tra gli altri dall'architetto Ricci e dal conte Martinengo Cesaresco che sceglie il pittore Carlo Carloni (1686-1775) noto e apprezzato al suo tempo.
I lavori furono momentaneamente rinviati a causa della mancanza di fondi avendo il Carloni chiesto 350 zecchini, mentre la disponibilità era di 200, fino a che Gianfranco Baronio offrì 500 scudi o, all'occorrenza anche di più, in modo che il 26 luglio 1754 fu firmato il contratto per la somma di 250 zecchini con vitto e alloggio gratuiti presso Giacomo Ontini (da qui il nome dato alla via a tutti ben nota).

L'inizio dei lavori avvenne verso la fine del 1755 con la pittura della mezzaluna dell'abside (Guarigioni di Ss. Pietro e Paolo), della tazza dell'abside (trionfo dei due apostoli pittosto mediocre) e della cupola centrale (Martirio dei due apostoli). In seguito fu eseguita la cacciata dei profanatori del tempio sopra la porta maggiore. Recentemente (1911) con offerte dei fedeli e seguentemente di Girolamo Botturi la decorazione è stata completata ad opera di Giuseppe Trainini. Il 15/5/1578 il tagliapietra Carlo Girolamo Rusea esegue la porta principale, il lavoro della sacrestia e l'acqua santiera per 400 scudi, e nel 1776 lo stesso esegue l'altare maggiore per 2000 scudi. Nel 1757 viene installato il nuovo organo e nel 1760 nele cappelle laterali viene eseguita la posa di due altari della vecchia chiesa, del pulpito e del battistero. Nell'altare di S. Antonio viene installata una tela di Grazio Cossali, pittore di Orzinuovi.

Nel 1794 viene arredata la nuova sacrestia con mobili decorati dai fratelli Todeschi di Calino. Nella sacrestia vi è pure un quadro del Moretto: Madonna in gloria con i santi Pietro, Paolo, Giovanni e altro; la tela commissionata dal Martinengo costituiva la pala dell'altare maggiore della chiesa precedente. Altro dipinto della sacrestia di cui non si conosce l'autore, rappresenta S. Gottardo e S. Sebastiano, ma è di poco pregio. Nel 1836 viene eseguito l'altare della Madonna, per un voto durante l'epidemia di colera, da Francesco Peduzzi su disegno di Della Torre.

Dal 1843 al 1847 viene costruita e collaudata la nuova torre (architetto Pietro della Torre), fondata su palafitta a causa dell'instabilità del terreno, sostituisce la vecchia su cui si era certamente attestata l'instabilità nel 1831 e che era stata demolita l'anno seguente.
Nel 1894, l'altare di S. Giuseppe, l'altare delle anime purganti con la pala del Carloni viene eseguito. Successivamente, nel 1894, l'altare del Sacro Cuore viene fatto dai fratelli De Vecchi su disegno di Antonio Piccinelli.

Riferimenti Normativi

Ultima modifica: Ven, 16/10/2015 - 10:48